Stigma sociale associato a COVID-19

La parola stigma, di origine greca, significa marchio, impronta, segno, distintivo.

È utilizzata in diversi ambiti, dalla botanica alla medicina, dalle economie alle religioni.

Lo stigma consiste in una attribuzione di puro pregiudizio; Quando infondato ha come conseguenza l’isolamento. Nel caso della medicina ad esempio, porta ad isolare il malato e la sua incurabilità.

In particolare quindi, secondo gli aspetti della salute si individua con la stigmatizzazione la discriminazione basata sul pregiudizio nei confronti del malato.

Bisogna essere coscienti; In conseguenza per un malato subire lo stigma significa vivere ogni giorno nell’esclusione, nel rifiuto, nella vergogna e nella solitudine. Senza alcuna possibilità di salvezza.

Il pregiudizio nei confronti dei malati si sviluppa in contesti in cui le informazioni sono accettate in maniera apparente e superficiale e portano, di conseguenza, all’attuarsi di pregiudizi ed emarginazione nei confronti delle persone malate.

Alla base si genera una mancanza di riconoscimento della sofferenza derivante dalla malattia e una attribuzione di stabile invalidità nei confronti di queste persone, che se adeguatamente considerate e curate possono recuperare le proprie capacità fisiche, sociali e intellettive.
Per saperne di più, su come evitare discorsi od attribuzioni discriminatorie, il Ministero della Salute ho diffuso la
Guida per prevenire e affrontare lo stigma sociale. da COVID-19.
Il documento include le raccomandazioni del Johns Hopkins Center for Communication Programs, READY Network. Che riguarda la traduzione italiana di “Social Stigma associated with COVID-19” prodotto da IFRC (International Federation of Red Cross, and Red Crescent Societies), UNICEF e WHO.

Cinque consigli utili

Per alimentare una solidarietà collettiva e diffondere informazioni chiare e corrette, ecco alcuni suggerimenti rivolti agli esperti di comunicazione:
1. correggere falsi miti e stereotipi;
2. promuovere l’importanza della prevenzione, delle azioni salvavita, dello screening precoce e della cura;
3. condividere racconti che generano empatia o storie che umanizzano le difficoltà delle persone colpite dalla malattia;
4. comunicare supporto e incoraggiamento per tutti quelli che sono impegnati nella risposta a questa epidemia quali gli operatori sanitari, le autorità, i volontari;
5. nei discorsi, usare le parole giuste e con attenzione.

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