hashtag #ItalExit

Tra non molto si torna alle urne, i partiti cominciano a lanciare i propri programmi purtroppo cominciando dalle deficienze degli altri.

Ciò ovviamente gioca a svantaggio di chi propone questo tipo di politica, diciamo obsoleto.

Nessuno vuole più studiare quello che succede, di cosa ha veramente bisogno l’Italia. Perchè l’europa ci ha tolto ogni stimolo, ma se a qualcuno andasse di soffermarsi su una buona lettura consiglio un tradizionale libro di storia, prima che le politiche anti nazionaliste in atto lo facciano scomparire.

Storia. vol. 3. Capitolo 24 dal titolo L’Unione Europea; Dal 1900 a oggi. Di Andrea Giardina, Giovanni Sabbatucci, Vittorio Vidotto.

Ebbene dalla trasparente lettura si capisce che l’unione europea ha avuto i suoi alti e bassi tra l’unione dell’economia e l’unione della sovranità transnazionale.

Ormai tutti gli stati, costretti a subire le discriminazioni imposte dalle regole europee, sempre distanti dalle singole realtà che pretendono di regolamentare.

Draghi! il quale in luogo di provvedere ad indebitare l’Italia senza curarsi su che fine facessero i soldi europei ad interesse salatissimo in termini economici ed in termini di riforme.

Come il peggiore degli investitori.

Ancora nel 2015, ci dimostrava come la politica europeista finalizzata al potere, era capace di distogliere l’attenzione, nell’articolo pubblicato al tempo dal Sole 24 Ore, risponde sulle previsione dei trattati in maniera più che forviante. Sicuramente mendace a mente della recente #Brexit. Eppure quindi dal trattato di maastricht c’è la CLAUSOLA DI RECESSO infatti, l’articolo 50 del trattato sull’Unione europea prevede un meccanismo di recesso volontario e unilaterale di un paese dall’Unione europea (UE).

Nel 2017 stretto tra più morse, è costretto a rivedere la sua improbabile e menzognera posizione per accettare possibile l’uscita di un stato da parte della UE, ma il monito per l’Italia è quello di un enorme esborso di danaro. Ebbene anche questa scemenza è stata sconfessata, infatti i soldi per interessi passivi che siamo costretti a pagare all’europa ed i costi in termini di recessione che siamo costretti a pagare ed i costi in termini di qualità di vita che siamo costretti a pagare. Sorpassano di gran lunga qualsiasi somma eventualmente fossimo costretti a pagare. Una volta usciti dalla UE per come si dimostra contro l’Italia e gli Italiani.

Eppure il periodo di due anni per contrattare l’uscita, sembra soccorrere a qualsiasi evenienza. Per favorire il rilascio di nazione che comunque sono restie all’integrazione in questa europa frutto della fusione dei paesi dell’est post comunisti.

Infatti  importanti componenti della commissione ammettono che alcuni regimi nazionali come anche in italia non è consentito una naturale adesione all’europa scevra da distinzioni e ripensamenti interni al paese.

Questa tornata elettorale è possibile che vedrà tra i vincitori chi, in luogo di decantare le deficienze dei colleghi politici; Esponga un programma di rilancio economico e che prima proponga la democratica consultazione referendaria invocata da più parti d’Italia #italexit.

Se proprio non si vuol provvedere in parlamento e sappiamo tutti bene il perché.

Il flop dei Grillini, l’ostruzionismi al primo partner di governo e la rocambolesca alleanza successiva, rendono bene l’idea su chi e come votare non votare alla prossima tornata elettorale.

Infine rinnovo l’invito a qualsiasi Economista Italiano e non, il quale con calma tramite la form che segue mi possa spiegare cosa costa all’Italia l’Uscita da questa Unione Europea.

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Author: tax Blogger

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