La Trasmissione Telematica dei corrispettivi è un OBBLIGO

L’Agenzia delle Entrate ad agosto 2018 ha aggiornato le specifiche tecniche per l’Invio telematico delle fatture e dei corrispettivi

Il DECRETO LEGISLATIVO 5 agosto 2015, n. 127 ha indicato le nuove specifiche per l’invio telematico delle fatture ma, sappiamo, anche dei corrispettivi elettronici.

Sino ad oggi a causa delle novità introdotte dal Decreto Legge 127/2015, non c’era chiarezza in merito alle disposizioni normative, alle procedure che regolano l’invio telematico dei corrispettivi e alle modifiche del sistema interno di gestione per le attività da prevedere nei punti vendita per adeguarsi, ormai la scadenza è prossima, infatti entro il 31/12/2018, scatta l’obbligo per le aziende che non hanno già aderito all’invio dei corrispettivi in modalità telematica.


Invio telematico corrispettivi

L’invio telematico dei corrispettivi al quale facciamo costante riferimento è quello previsto dal D.Lgs. 127/2015, nel quale sono inserite le disposizioni circa le modalità per l’invio dei corrispettivi a partire dall’ 1/1/2019.

Si tratta di una modalità elettronica di trasmissione all’Agenzia delle Entrate dei corrispettivi di ciascun punto vendita, tramite registratore telematico (se si è in possesso di meno di 3 punti cassa) o tramite server RT (se i punti cassa sono più di 3).

La situazione normativa attuale

Prima di introdurre le novità normative, riassumiamo la situazione attuale che prevede 2 modalità di dichiarazione dei corrispettivi al controllo fiscale.

Il Misuratore di cassa fiscale

Attualmente l’esercente utilizza il misuratore fiscale con al proprio interno un vero e proprio registro cronologico delle operazioni, il giornale fiscale, con tutte le transazioni registrate secondo una procedura tecnica definita.

Il punto vendita è tenuto a dichiarare la presenza stessa del misuratore con la data di avvio delle registrazioni e le eventuali rotture le riparazioni, la sua momentanea sostituzione o non uso, sono regolarmente supportati da mezzi tradizionali quali il libro per il mancato funzionamento del misuratore fiscale.

Sarà quindi comunicato anche l’eventuale spostamento o del misuratore o il cambio della ragione sociale del soggetto fiscale a lui riferito.

A proposito della manutenzione, una specifica certificazione abilita i tecnici agli interventi suio misuratori fiscali abilitati.

Il cosiddetto punzone fiscale che rappresenta una certificazione in possesso dell’impresa autorizzata ad intervenire, sostituire e vendere i misuratori fiscali abilitati ed omologati.

Questo tipo misuratore fiscale prevede un limite massimo di chiusure giornaliere che possono essere gestite.

La quantità di chiusure che riesce a contenere il misuratore determina il valore commerciale dello strumento fiscale, in quanto eviterebbe quella manutenzione annuale volta alla liberazione del buffer per conentire l’accumulo di nuove chiusure giornaliere, od alla sua sostituzione.

Regime di defiscalizzazione

Con l’introduzione del Decreto Bersani, convertito poi con la Legge n. 248 del 4 agosto 2006, è stata data la facoltà alla grande distribuzione “GDO/DO” con requisiti minimi in merito al n° di punti vendita con caratteristiche dimensionali ben definite, di entrare in regime di defiscalizzazione, in cambio dell’invio dei corrispettivi in modalità telematica, potendo così evitare l’uso dei registratori di cassa fiscali.

L’invio dei corrispettivi è stato introdotto con scadenza mensile e poi settimanale, in virtù di una migliore gestione delle situazioni anomale e di una definizione veloce delle procedure di rettifica.

L’obbligo per i rivenditore riguarda, in questo caso, la fornitura dei dati fiscali all’Agenzia delle Entrate secondo modalità e parametri prestabiliti e che tale dati corrispondano alle scritture contabili. L’obbligo non riguarda la scelta degli strumenti e la definizione delle procedure interne che possono essere individuate e sviluppate interamente dall’imprenditore.

I dati sono sempre inviati e suddivisi distinti per aliquota IVA.

Da qualche anno si è iniziato a parlare della normativa che ci occupa, con una prima scadenza prevista per il 31/12/2016, poi spostata al 31/12/2017 e oggi per il 31/12/2018 salvo le solite fastidiose e puerili proroghe dell’ultima ora.

dall’ 1/1/2019 ? sui corrispettivi elettronici!

I contenuti e i perimetri di definizione della normativa sono stati affinati.

L’articolo tiene in considerazione anche le ultime risposte fornite il sette agosto 2018 dalla Agenzia delle Entrate rispetto agli interpelli che si sono susseguiti da parte delle diverse associazioni di categoria.

Ecco di seguito gli obblighi normativi definiti dal Decreto Legislativo n. 127 del 5 agosto 2015.

Tutti coloro che si trovano in regime di defiscalizzazione, i quali non intendono tornare in regime fiscale ordinario, hanno l’obbligo di modificare il processo di invio telematico corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.

E così viene specificato che sono previste 2 diverse modalità di trasmissione telematica dei corrispettivi:

  1. per chi possiede meno di 3 postazioni cassa per punto vendita e per
  2. chi ne ha più di 3.

Chi possiede meno di 3 postazioni per punto vendita è tenuto, per conformarsi alla normativa, a utilizzare il registratore telematico dotato di middleware, una componente in grado di dialogare direttamente con l’Agenzia delle Entrate e trasferire dati in tempo reale.

Tutti gli esercenti si dovranno dunque assumere l’onere di attivare un’infrastruttura che garantisca la connettività verso l’esterno del punto vendita.

Il registratore telematico, concepito proprio in compliance fiscale D.Lgs. n. 127/2015, ha già al suo interno il supporto necessario a gestire tutte le criticità e le eccezioni, a garanzia della continuità della trasmissione telematica dei dati.

Per chi ha più di 3 casse o registratori fiscali per punto vendita?

La normativa dispone che si dovrà installare un server RT, un concentratore, cioè lo strumento capace di raccogliere tutti i dati delle singole postazioni di cassa e di inviarli all’Agenzia delle Entrate.

Registratore di cassa telematico: cos’è e come funziona?

I registratori telematici sono strumenti che consentono di comunicare direttamente dalla cassa gli incassi giornalieri all’Agenzia delle Entrate, in via elettronica, tramite la procedura online di invio telematico corrispettivi.

Il D.Lgs 127/2015 consente a tutti i soggetti passivi IVA, per i quali non è obbligatoria l’emissione della fattura e che sono obbligati alla certificazione dei corrispettivi mediante ricevuta fiscale o scontrino fiscale (art. 22 D.P.R. 633/72), di adottare il documento commerciale al posto dello scontrino e inviare i dati degli incassi in modalità telematica.

Gli imprenditori o commercianti dettaglianti hanno la possibilità di scegliere la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.

Per farlo devono dotare la loro attività di un registratore telematico, uno strumento che garantisca la sicurezza e l’inalterabilità dei dati inviati.

Chi si trova ad aprire una nuova attività oppure chi deve cambiare il registratore di cassa, dunque, scegliendo il registratore di cassa telematico avrà a disposizione un prodotto già assoggettato ai paramenti della nuova normativa fiscale.

Perché scegliere il registratore telematico?

Coloro che scelgono di dotarsi e di utilizzare per le comunicazioni registratori di cassa telematici sono esonerati dall’obbligo di tenuta del registro dei corrispettivi (imposto dall’Art. 24, primo comma, del D.P.R. 633 del 1972).

Il registratore telematico come abbiamo visto permette di memorizzare le transazioni e trasmettere i dati all’Agenzia delle Entrate tramite un qualsiasi collegamento alla rete internet.

I dati delle operazioni commerciali sono digitati nel punto vendita normalmente dove sarà effettuata la chiusura di cassa giornaliera: Da quel momento il nuovo misuratore fiscale oggi registratore di cassa informatico ordinerà i dati dei corrispettivi memorizzati, predisporrà e sigillerà elettronicamente il file che li conterrà e lo trasmetterà all’Agenzia delle Entrate in modo diretto autonomo e sicuro, garantendone l’autenticità e l’integrità.

Quali sono i vantaggi del registratore telematico rispetto al registratore di cassa?

Innanzitutto, un risparmio di costi dato dalla verificazione periodica che diventa obbligatoria ogni 2 anni anziché 1 come ora; inoltre, non serve conservare carta e il documento emesso al cliente che ha solo validità civile commerciale, come garanzia dell’acquisto.

Qualora l’esercente disponga anche di un distributore automatico nel punto vendita, anche i dati dei corrispettivi incassati per la gestione di quella macchina potranno essere memorizzati e inviati automaticamente.

Server RT: cosa sono e come funzionano?

Il server RT è un server di connessione Registratore Telematico Agenzia delle Entrate.

Questo strumento, la cui obbligatorietà come abbiamo visto è introdotta per i punti vendita con più di 3 casse fiscali dal D.Lgs. 127/2015 il quale salvo proroghe entrerà in vigore dal 1° gennaio 2019, permette di raccogliere i dati dei singoli punti cassa ordinarli sempre per aliquota IVA sigillarli in un unico file firmato e crittografato e di inviarlo in via telematica all’Agenzia delle Entrate.

Le specifiche tecniche prodotte dall’Agenzia delle Entrate in merito alla memorizzazione elettronica e alla trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri possono essere reperite a questo link.

Come valutare le proposte sul mercato

I punti vendita possono decidere di adottare il nuovo regime anche anticipatamente rispetto alla scadenza ultima del 31/12/2018 e avere tempo di ottimizzare le procedure affinando la conoscenza dei sistemi anche se non per l’attivazione di un server RT.

Per adeguarsi alla normativa sull’invio telematico dei corrispettivi i produttori si sono attivati per sviluppare e offrire la propria soluzione al mondo retail, GDO e della ristorazione.

La proposta offerta da Incista Spa è particolarmente innovativa dal punto di vista dell’architettura hardware e software, introduce degli elementi unici per andare incontro alle esigenze di ogni punto vendita, prevedere criticità solite e ricorrenti, rispetta standard elevati per attraversare il processo di integrazione con i sistemi interni già costituiti in maniera estremamente semplice ed intuitiva.

Innanzitutto, il Server RT consente la realizzazione di un concentratore capace di operare da remoto.

Ad esempio non è necessario che il server sia fisicamente posizionato nel punto vendita, ma può essere collocato presso la sede centrale della catena di negozi con i sigilli di certificazione corrispondenti a ciascun punto vendita.

Il vantaggio è immediatamente comprensibile se si pensa alla semplificazione e alla riduzione dei costi di manutenzione a cui dovrebbe provvedere l’azienda per rispettare la normativa.

Così facendo, vengono snellite anche eventuali operazioni di apertura di nuovi punti vendita.

Nell’eventualità in cui si verifichino fusioni o acquisizioni tra due diverse catene commerciali, il software per il punto cassa può essere integrato, per mantenere la continuità e l’omogeneità dei dati per l’invio telematico dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.

L’applicazione POS è collegata a un registratore non fiscale per la stampa degli scontrini di vendita, il cui contenuto corrisponde ai precisi vincoli già definiti dall’Agenzia delle Entrate.

Gli scontrini di vendita, ora documenti commerciali, possono essere di tre tipologie:

  1. Transazione di vendita (scontrino non fiscale)
  2. Transazione di reso (bolla di reso)
  3. Transazione di annullo (nota di accredito)

Tutti gli altri scontrini stampati dal programma di cassa (coupon, versamento cassiere, voucher di pagamento con EFT ecc. ecc.) non sono considerati documenti fiscali e non sono inviati al server RT.


In questa fase, è fondamentale affidarsi a un partner competente, capace di analizzare le caratteristiche dei punti vendita e valutare la soluzione più adatta per rispondere agli adempimenti all’Art. 2 del D.Lgs. del 5 agosto 2015 n. 127.

Grazie ai numerosi progetti seguiti, durante l’evolversi della informatizzazione della pubblica amministrazione fiscale.

L’Incista  SpA conosce molto bene i processi organizzativi e le esigenze del mondo economico.

Mettiamo così a disposizione le nostre competenze acquisite in oltre 60 anni di esperienza sul campo per suggerirti l’approccio più adatto per un adeguamento alla nuova normativa fiscale che entrerà in vigore il 1° gennaio 2019, semplice intuitivo e sopratutto economico.

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