Azioni Possessorie; Ripristino della legalità

Un mio amico dopo aver seguito con rispettosa osservanza tutti i dettami, gli insegnamenti e le volontà del padre, alla sua morte ha continuato a preservare il patrimonio da quest’ultimo costituito, a vantaggio di tutti i chiamati all’eredità.

Infatti si è occupato di proteggere il patrimonio dagli attacchi dell’esattore delle imposte, dai precedenti dipendenti (ricordiamo gestiva da titolare lo studio professionale il quale nel tempo ha annoverato sino a 18 dipendenti in due filiali una a Salerno ed una in provincia, negli anni 80 fino all’anno 1995 ha assistito oltre mille clienti), e da una causa perchè il de cuius accusato di mala gestio con amministratori e gli altri sindaci della SpA fallita era stata richiesta la copertura dei danni cagionati ai creditori ed ai terzi danni quantificati in oltre 30milioni di euro.

Purtroppo muore il papà cade tutto nella sua successione, debiti cause in corso e relitti patrimoniali.

Le sorelle chiamate all’eredità rinunciano, la madre sfruttando la devozione incondizionata e la fedeltà del figlio invece accetta con beneficio d’inventario.

Il mio amico continua la sua attività in rispetto del padre e della madre, continua a difendere il patrimonio, infatti nominato consulente di parte nella prefata causa, con la sua perizia sulle storture contabili prospettate al Giudice in Tribunale dalla curatela fallimentare riesce a spuntarla.

Liberato l’asse ereditario anche da questo “pericolo”;

Le sorelle una volta rinunciatarie, tramite i figli rappresentano pretese sull’asse ereditario ormai liberato.

Con la scusa della disoccupazione dei figli, dimenticando che a più riprese hanno sempre rifiutato le offerte di lavoro ricevute dal fratello per i loro figli.

Infatti pretendono di non annoverare in detto asse alcuna debitoria precedente, addirittura pretendono che siano attratti all’asse i ricavi dello studio professionale. Intanto interrompono i rapporti con il fratello, pensando di cancellare anche il grado di parentela lo bannano entrambe anche su FaceBook. Non dimentichiamo che nel frattempo le sorelle con la connivenza della madre hanno “svuotato” la casa genitoriale da circa 1000 kg di argenteria, 150 kg di oro, distratti quadri sculture e quant’altro di valore riconducibile ad entrambe i genitori. Sarà una scemenza ma risulta irreperibile anche l’orologio d’oro del papà ovviamente destinato al figlio ma nella disponibilità della madre.

La madre dal canto suo, rileva attività non meglio precisate in suo danno ed un credito personale nei confronti del figlio di circa 100mila euro, infine con un escamotage vende e trattiene i soldi del posto barca di circa 10 mt al porto turistico di Salerno anch’esso caduto in successione di cui lei chiese la gestione che il figlio nella totale bona fide, non le negò.

Anch’essa chiude il mio amico fuori dalle sue attenzioni e lo chiude anche fuori di casa.

In pratica la madre gli nega anche la possibilità di frequentare la casa paterna.

Quando una persona muore, si rompono equilibri che non è più possibile sanare.

Morale della favola, se volete mantenere unita la vostra famiglia dopo l’avvio dell’ultimo viaggio.

Bisogna pensarci quando l’equilibrio è stabile. Prima che sia troppo tardi, prima cioè di perdere anche i diritti Costituzionali derivanti dalla filiazione e dallo spoglio arbitrario del possesso.

Sul punto va segnalato l’articolo sulle azioni possessorie dello Studio Castaldi.

Possiamo affiancare i de cuius prima che lo diventino, nella redazione di un buon testamento, tenuto conto del merito filiale della legittima e della parte disponibile.

Nell’interesse legale di tutti i componenti della famiglia. Senza prevaricazioni o giochetti beceri, assurdi ed inconcludenti.

Se in qualche maniera siate rimasti sconvolti dall’atteggiamento dei vostri parenti a seguito della rottura di un equilibrio familiare, val bene la pena di considerare i patti successori.

L’articolo non rappresenta una consulenza specifica, richiedibile tramite la form di contatto che segue.

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