Iva e-Commerce: in vigore D.Lgs. n. 83/2021

Ormai ci siamo:

Il VAT e-Commerce Package e in particolare i nuovi paradigmatici regimi opzionali denominati One Stop Shop non Ue (“OSS non-UE”), One Stop Shop UE (“OSS UE”) e Import Scheme (“IOSS”) sono ormai lanciati.

Dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 141 del 15 giugno 2021, il decreto 25 maggio 2021, n. 83, (“Decreto IVA E-commerce” o anche per comodità il “Decreto e-commerce”) entra in vigore e sostanzialmente regolerà le operazioni cd. B2C effettuate a partire dal 1 luglio 2021.

In un interessante approfondimento di EUTEKNE “novita_iva_nel_commercio_elettronico_dall_1_7_2021″ è stato sintetizzato il contenuto del Decreto, commentando le regole attinenti le cessioni facilitate da un’interfaccia elettronica le quali, unitamente ai tre perdetti regimi, costituiscono il nucleo di norme che dovrà letteralmente smantellare le barriere alle vendite transfrontaliere di beni on line.

Gli operatori UE e extra-UE avranno a disposizione un set di soluzioni che consentiranno di vedere sempre di più l’UE come quello spazio unico europeo dell’IVA ventilato dalla Commissione nella comunicazione del 2016 (COM(2016)148 final), all’insegna della semplificazione.

La perfezione non è di questo mondo e non mancheranno le sfide, le insidie ed un notevole adeguamento delle strutture organizzative.

Tuttavia,

(i) l’introduzione di norme speciali per le vendite facilitate tramite l’uso di un interfaccia elettronica,

(ii) l’estensione del MOSS a tutti i servizi B2C (non più confinato ai servizi di telecomunicazione, di tele radiodiffusione e ai servizi prestati per via elettronica – cd. “TTE”),

(iii) l’adozione dell’unica soglia di Euro 10.000 al di sotto della quale le prestazioni di servizi e le vendite a distanza di beni rilevano nel paese del venditore,

(iv) l’abolizione di qualsiasi soglia di esenzione IVA all’importazione, abbinata all’introduzione – in aggiunta al regime IOSS – di un regime semplificato per l’importazione di beni in spedizioni non superiori a Euro 150, ridurranno i fenomeni di arbitraggio e il carico degli adempimenti IVA connessi alle aperture delle partite IVA estere. E ciò in quanto, il vantaggio principale dei regimi OSS e IOSS è proprio quello di consentire una gestione “centralizzata” degli adempimenti IVA connessi alle operazioni B2C, evitando di dover aprire una partita IVA in ciascun paese nel quale sono effettuate dette operazioni.

Inoltre, il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate Prot. 168315/2021 del 25 giugno 2021 ha individuato gli Uffici competenti allo svolgimento delle attività e dei controlli relativi ai OSS non UE, OSS UE e IOSS, attribuendo il ruolo del “pivot” al Centro Operativo di Pescara nella gestione di tali regimi, coadiuvato dalle Direzioni provinciali dell’Agenzia delle entrate territorialmente competente per i controlli sulla documentazione che dovrà essere conservata per dieci anni. Nel prosieguo, saranno analizzate le disposizioni introdotte agli artt. 70.174-quinquies74-sexies74-sexies.1 del DPR n. 633/1972 (“Decreto IVA”).

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Author: tax Blogger

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