Irap: Imposta Regionale sulle Attività Produttive

Dopo costanti riforme ed un testo unico, annualmente rivisto, il fisco per gli imprenditori si dimostra un vero e proprio flagello che non consente di prevedere il guadagno netto da un singolo affare. Che rappresenta ancora quella carica energetica del nostro tessuto imprenditoriale.

Complicare le cose per renderle incomprensibili; È la specifica volontà del parlamento europeo, alla quale i nostri governi che si succedono servilmente si assoggettano e ci impongono.

E così anche il fisco italiano tende a non consentire una semplice e chiara modalità di calcolo previsionale.

Fino all’introduzione dell’IVA, era semplice calcolare l’IGE (Imposta Generale sulle Entrate) esporla in fattura ed era impossibile evaderla, attraverso l’apposizione sulla stessa fattura di tante marche da bollo quante ne richiedeva l’imposta per l’affare.

Oggi bisogna lamentarsi dell’evasione e quindi si creano imposte e movimentazioni fiscali insensate se non per favorire l’evasione fiscale.

Si moltiplicano le imposte e si complicano i calcoli, durante la loro esecuzione poi bisognerà anche tenere conto di eventuali piccoli correttivi territoriali o umorali della politica di governo del momento.

Ad esempio l’IRAP che rappresenta per la sua peculiarità di imposta regionale, già sostanziali diversificazioni pensiamo ad esempio alla considerazione territoriale che si ha degli oneri deducibili.

Ormai anche per un professionista non è possibile dare consigli in merito alle previsioni sulle tassazioni di cui potersi assumere responsabilità se pur morali.

Per i Commercialisti ad esempio il vero sigillo definitivo alle pressioni del fisco si ha solo in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi, per la qual cosa come di consueto, nonostante l’imminenza della scadenza per i pagamenti, non sono state rilasciate ancora note definitive alla compilazione.

Me vediamo meglio ed in dettaglio la più controversa delle imposte che grava sul nostro lavoro.

‘IRAP è un’imposta locale che prevede molte agevolazioni in costante evoluzione e che viene applicata alle attività produttive esercitate in ogni regione, colpisce unicamente coloro che svolgono attività di impresa, in quanto viene applicata alle attività produttive. Ivi compresi i professionisti.

L’IRAP, ovvero l’imposta regionale sulle attività produttive è stata introdotta dal D.Lgs. n. 446/1997 in attuazione dalle linee guida contenute nella Legge delega n. 662/1996. Dagli atti parlamentari traspare una diversa funzione dell’imposta, prodotta per rendere attivo il processo federale in atto, con l’occhio già rivolto ad un modello anni luce lontano dal nostro. Quello tedesco appunto.

L’IRAP è un’imposta:

  • Reale, in quanto colpisce fonti di ricchezza con carattere patrimoniale;
  • Locale, è difatti di competenza delle Regioni;
  • Indeducibile ai fini IRES e IRPEF.

In tema quindi di varianti alle già storture, il D.L. n. 185/2008 ha sancito la possibilità di dedurre dalle imposte sui redditi il 10% dell’IRAP, tenuto conto delle mille critiche di incostituzionalità dell’imposta tendente a penalizzare la libertà Costituzionale nei principi di capacità contributiva e uguaglianza di cui all’art. 3 e 53 della Costituzione

Indice

  • Presupposti impositivi dell’IRAP
    • Svolgimento abituale di un’attività autonomamente organizzata
    • Autonoma organizzazione
  • Regionalizzazione dell’IRAP
    • Attività esercitata in più regioni
    • Aliquote IRAP
  • Liquidazione, accertamento e riscossione
  • Chi sono i soggetti passivi IRAP?
    • Le imprese del settore agricolo
  • Soggetti residenti all’estero
    • IRAP e professionisti
  • Quali sono i soggetti esclusi?
    • Regime Forfettario e regime dei minimi
    • Agenti di commercio, promotori finanziari e agenti assicurativi
    • Quando si paga l’IRAP?
  • Base imponibile IRAP
  • Metodi di determinazione della base imponibile
    • Metodo da bilancio
    • Metodo fiscale
    • Metodo retributivo

Presupposti impositivi dell’irap

Il presupposto impositivo dell’IRAP è definito all’art. 2, co. 1 del D.lgs. n. 446/1997, il quale sancisce che:

“Presupposto dell’imposta è l’esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi”

Pertanto uno dei presupposti impositivi dell’IRAP è lo svolgimento abituale di un’attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni o servizi.

L’art. 2, co.1, prosegue:

“L’attività esercitata dalle società e dagli enti, compresi gli organi e le amministrazioni dello Stato, costituisce in ogni caso presupposto dell’imposta”

Questo significa che, a prescindere dalle condizioni di cui sopra, costituisce, sempre, presupposto impositivo ai fini dell’IRAP, la coincidenza che l’attività sia esercitata da:

  • Imprenditori;
  • Professionisti;
  • Società;
  • Enti commerciali e non commerciali;
  • Organi e amministrazioni dello Stato.

Svolgimento abituale di un’attività autonomamente organizzata

Come abbiamo visto quindi uno dei presupposti impositivi per l’IRAP è lo svolgimento abituale di un’attività autonomamente organizzata.

Essendo richiesta dall’assoggettamento all’imposta l’abitualità, sono naturalmente escluse dall’ambito applicativo IRAP le attività:

  • Esercitate in modo occasionale;
  • I rapporti di collaborazione coordinata e continuativa;
  • Le altre forme di lavoro occasionale o temporaneo.

Per attività abituale deve intendersi l’esercizio di una serie di operazioni di gestione coordinate tra loro e finalizzate ad un determinato risultato economico-produttivo.

L’abitualità non presuppone necessariamente l’esclusività dell’esercizio dell’attività economica, in pratica l’abitualità è attribuita anche a più attività esercitate simultaneamente.

Uno stesso soggetto quindi può svolgere, contemporaneamente, più attività per la presunzione di assoggettamento all’imposta non è neppure necessario che l’attività osservata sia svolta in modo continuativo o saltuario.

Autonoma organizzazione

Un altro presupposto impositivo dell’IRAP concerne lo svolgimento di un’attività autonomamente organizzata, finalizzata alla produzione o allo scambio di beni o alla prestazione di servizi.

L’organizzazione dell’attività; Palesa la capacità contributiva.

Quando sussiste un’autonoma organizzazione:

  • C’è un responsabile dell’organizzazione (il contribuente);
  • Impiega beni strumentali oltre il minimo, indispensabile per l’esercizio della medesima attività, anche se in assenza di organizzazione;
  • oppure si avvalga della collaborazione non occasionale di lavoro altrui, tale organizzazione favorisce ed accresce la capacità di guadagno (imponibile).

Regionalizzazione dell’irap

L’IRAP è dovuta alla regione nel cui territorio è svolta la propria attività e realizza il valore della produzione netta.

A decorrere dal 1 gennaio 2010, ha preso forma la c.d. Regionalizzazione dell’IRAP, ovvero, le regioni, possono autonomamente regolare vari aspetti.

Per valore della produzione si intende la differenza tra i ricavi ed i costi della gestione caratteristica  dell’impresa, spesso coincidente con l’attività per la quale è stata costituita.

Attività esercitata in più regioni

Come abbiamo visto l’imposta colpisce IRAP l’organizzazione e la capacità della sua produzione. Secondo quanto stabilito dall’art. 4, co. 2 del D.lgs. n. 446/1997, nel caso in cui l’attività sia esercitata nel territorio di più regioni, si considera prodotto nel territorio di ciascuna regione il valore della produzione netta.

Proporzionalmente corrispondente all’ammontare delle retribuzioni spettanti al personale, a qualunque titolo utilizzato, addetto alla sede regionale, con continuità, ovvero a stabilimenti, cantieri, uffici o basi fisse, operanti per un periodo di tempo non inferiore a tre mesi sul territorio di ciascuna regione.

L’art. 4, co. 2 del D.lgs. n. 446/1997 prevede che, è considerato prodotto nella regione nel cui territorio il soggetto passivo ha il domicilio fiscale il valore della produzione netta derivante dalle attività esercitate nel territorio di altre regioni senza l’impiego di personale per almeno tre mesi.

In concreto quindi se un affare fuori regione di residenza, comporta una attività (non organizzata) per meno di tre mesi il suo valore della produzione sarà tassato nella regione di residenza.

Aliquote irap

L’aliquota ordinaria IRAP, applicata al valore della produzione netta è pari al 3,9%.

L’art. 16 del D.lgs. n. 446/1997, prevede che le Regioni e le province autonome hanno la facoltà di modificare:

Liquidazione, accertamento e riscossione

L’attività di liquidazione, accertamento e riscossione dell’IRAP, può essere regolamentata a livello regionale, ferma la possibilità, per le Regioni, di stipulare convenzioni con il Ministero delle finanze, per la gestione delle attività di accertamento e riscossioe.

Chi sono i soggetti passivi irap?

Sono soggetti passivi IRAP, i contribuenti che, nel territorio di una o più, Regioni, esercitano, abitualmente, un’attività autonomamente organizzata, diretta allo scambio di beni o servizi.

L’art. 3, co. 1 del D.Lgs. n. 446/1997, sancisce che, sono specificamente sempre soggetti all’IRAP:

  • Le società ed enti di cui all’art. 73, co.1, lett. a) e b) TUIR;
  • Le società in nome collettivo, in accomandita semplice, e le società ad esse equiparate, le persone fisiche esercenti attività commerciali;
  • Le persone fisiche, le società semplici e le società ad esse equiparate esercenti arti e professioni;
  • Gli enti privati di cui all’art. 73, co. 1, lett. c) del TUIR, nonchè le società ed enti di ogni tipo, compresi i trust non residenti sul territorio nazionale;
  • Le amministrazioni pubbliche, Camera dei deputati, Senato, Corte Costituzionale, Presidenza della Repubblica e organi legislativi delle Regioni a statuto speciale.

Tabella riassuntiva

Società ed enti – s.p.a, s.a.p.a, s.r.l. residenti
– società cooperative e società di mutua assicurazione
– enti pubblici e privati diversi dalle società, i trust, residenti in Italia, con oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
– società in nome collettivo;
– società in accomandita semplice;
– Le società di armamento equiparate alle s.n.c o alle s.a.s;
– società di fatto equiparate alle società in nome collettivo;
– persone fisiche titolari di reddito d’impresa;
– enti privati diversi dalle società, nonchè i trust, residenti nel territorio dello stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali,
– società ed enti di ogni tipo, compresi i trust, non residenti nel territorio dello Stato.
Attività di lavoro autonomo – persone fisiche;
– società semplici;
– società di fatto e associazioni senza personalità giuridica costituite tra persone fisiche equiparate alle società semplici.
Amministrazioni dello Stato – organi dello Stato, Regioni, Province, Comini, Comunità montane, Consorzi;
– amministrazioni dello Stato, compresi gli istituti scolastici ed universitari;
– enti del servizio sanitario nazionale

Le imprese del settore agricolo

Dal 2016, i produttori agricoli che esercitano un’attività agricola nei limiti dell’art. 32 TUIR, non sono più soggetti ad IRAP.

L’art. 32 considera attività agricole:

  • Le attività dirette alla coltivazione del terreno e alla silvicoltura;
  • L’allevamento di animali e la produzione di vegetali;
  • Le attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione, e valorizzazione, anche se non svolte sul terreno, di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo, del bosco o dell’allevamento di animali, individuati con un apposito decreto interministeriale.

Coloro che, esercitano attività agricole che eccedono il reddito agricolo sono assoggettati ad IRAP, ovvero:

  • Le attività di allevamento di animali e/o di produzione di vegetali che eccedono i limiti di cui all’art. 32 TUIR;
  • Le attività di agriturismo;
  • Attività di produzione o cessione di energia oltre i limiti.

Soggetti residenti all’estero

Le società e gli enti di ogni tipo, compresi i trust, con o senza personalità giuridica, residenti all’estero, rientrano all’interno dell’ambito applicativo IRAP, se esercitano all’interno del territorio dello Stato, attività commerciali, arti o professioni oppure attività non commerciali, per un periodo non inferiore a 3 mesi, mediante una stabile organizzazione.

Non rileva, l’attività all’estero da parte di soggetti residenti, qualora sia svolta in modo continuativo, per almeno 3 mesi con:

  • Stabile organizzazione;
  • Ufficio, per gli enti non commerciali;
  • Una base fissa, per le attività professionali residenti.

Irap e professionisti

Per quanto riguarda il versamento IRAP da parte dei professionisti, non sono tenuti a pagarla coloro che non gestiscono un’organizzazione autonoma.

I professionisti sono tenuti a pagare l’IRAP, qualora l’attività ha un’organizzazione stabile, esercitata in maniera abituale e sia finalizzata allo scambio o alla produzione di beni o alla prestazione di servizi.

Il costo dei dipendenti, per poter essere considerati esenti da imposta, devono svolgere mansioni generiche e diverse da quelle svolte dal titolare.

È possibile definire un’organizzazione, autonoma, quando, il lavoro svolto dal dipendente migliora palesemente l’attività produttiva ed il contributo fornito dal dipendente non è generico ma specifico.

Quali sono i soggetti esclusi?

Sono esclusi dall’ambito di applicazione IRAP:

  • Gli organismi di investimento collettivo del risparmio ad esclusione delle società di investimento a capitale variabile;
  • Gruppi economici di interesse europeo (GEIE). È prevista l’imputazione, a carico di ciascun membro, del valore della produzione netta nella proporzione prevista dal contratto di gruppo o, in mancanza, in parti uguali;
  • I fondi pensione;
  • I gruppi economici e di interesse europeo;
  • Soggetti che esercitano attività agricola ai sensi dell’art. 32 TUIR;
  • Coloro che sono in procedura fallimentare senza esercizio provvisorio;
  • Chi consegue redditi aventi natura occasionale, sia di impresa, sia di lavoro autonomo;
  • L’esercizio di attività che danno luogo a redditi considerati di lavoro autonomo, ma non ricollegabili all’esercizio di arti e professioni, ovvero:
    • Utilizzazione economica, di opere dell’ingegno, di brevetti industriali, e di processi, formule, o informazioni di esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico;
    • Partecipazioni agli utili quando l’apporto è costituito esclusivamente dalla prestazione di lavoro;
    • Prestazioni sportive oggetto di contratto di lavoro autonomo;
    • Uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica;
    • Collaborazione a giornali, riviste…;
  • Soggetti che conseguono uno o più di reddito
    • Fondiario, limitatamente al reddito dominicale dei terreni e a quello dei fabbricati;
    • Diversi.
  • Incaricati alla vendita a domicilio;
  • Società semplici titolari di redditi derivanti dalla concessione in affitto di terreni e fabbricati.

Regime forfettario e regime dei minimi

Il Regime Forfettario ed il regime dei minimi, prevedono, ai fini IRAP, l’esenzione della presentazione della dichiarazione e del versamento.

Agenti di commercio, promotori finanziari e agenti assicurativi

L’Agenzia delle Entrate, nella Circolare n. 45/2008, ha chiarito che, per quanto riguarda gli agenti di commercio, promotori finanziari e gli agenti assicurativi, sussiste in capo alle imprese, il presupposto impositivo IRAP.

L’ Agenzia delle Entrate, ha chiarito che, gli agenti di commercio, non possono essere equiparati ai lavoratori autonomi, ai fini IRAP.

Quando si paga l’irap?

Il Modello Irap deve essere presentato:

  • Entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di chiusura dell’imposta, per le persone fisiche, le società semplici, le società in nome collettivo e in accomandita semplice, nonché per le società e associazioni a esse equiparate;
  • Entro il nono mese successivo a quello di chiusura del periodo di imposta, per i soggetti Ires e per le Amministrazioni pubbliche.

L’IRAP si paga anticipata in via previsionale:

  • Entro il 30 giugno di ogni anno deve essere versato il saldo dell’anno precedente e il primo acconto per il presunto dell’anno successivo;
  • Entro il 30 novembre di ogni anno, deve essere versato il secondo acconto previsionale per l’anno successivo.

Quest’anno, il Decreto Rilancio ha previsto il taglio dell’Irap per le imprese con fatturato superiore a 250 milioni di euro.

Base imponibile irap

Sappiamo che la base imponibile IRAP è determinata dal valore della produzione netta, derivante, dall’attività svolta in Italia, nel territorio di una o più Regioni. Vediamo quindi, che sono previste varie modalità di calcolo della base imponibile a seconda del soggetto passivo.

In particolare, il valore di produzione netta varia in funzione della tipologia di attività esercitata da:

  • Società di capitali ed enti commerciali;
  • Imprese individuali e società di persone;
  • Intermediari finanziari;
  • Le imprese di assicurazione;
  • Esercenti arti e professioni;
  • Imprese agricole;
  • Enti non commerciali;
  • Soggetti che si avvalgono di regimi forfetari.

Per valore della produzione si intende la differenza tra i ricavi ed i costi che contraddistinguono la gestione principale dell’impresa.

Metodi di determinazione della base imponibile

I metodi da utilizzare per il calcolo della base imponibile possono essere ricondotti ai tre che seguono:

  • Il Metodo da bilancio (società di capitali ed enti commerciali, imprese individuali e società di persone su opzione);
  • Il metodo fiscale (imprese individuali, società di persone);
  • Il metodo retributivo (enti non commerciali per l’attività istituzionale ed amministrazioni pubbliche).

Metodo da bilancio

L’art. 5 del D.lgs. n. 446/1997, dispone che per le società di capitali e gli enti commerciali, il valore della produzione netta imponibile è dato dalla differenza, tra:

Il valore della produzione meno il costo della produzione.

Dai costi della produzione devono essere esclusi:

  • I costi del personale;
  • Le svalutazioni delle immobilizzazioni, crediti compresi nell’attivo circolante e delle disponibilità liquide;
  • Gli accantonamenti per rischi;
  • Gli altri accantonamenti;
  • Compensi dei collaboratori a progetto, occasionali e degli amministratori;
  • Gli utili spettanti agli associati in partecipazione;
  • Le perdite su crediti;
  • Quota di interessi dei canoni leasing.

Metodo fiscale

Il metodo fiscale è utilizzato dalle società di persone e le imprese individuali, tale metodo è:

  • Obbligatorio per le società di persone ed imprese individuali in regime di contabilità semplificata;
  • Obbligatorio per le società di persone ed imprese in regime di contabilità ordinaria che non abbiano scelto per la determinazione della base imponibile secondo le norme per le società di capitali e gli enti commerciali.

Per le imprese individuali e le società di persone in contabilità ordinaria, sussiste la facoltà di scegliere per la determinazione della base imponibile IRAP secondo i valori di bilancio sopra descritti per le società e gli enti non commerciali.

La scelta deve essere effettuata con la dichiarazione presentata nel periodo d’imposta a decorrere dal quale si intende esercitare l’opzione, è irrevocabile per tre periodi di imposta, al termine dei periodi sarà considerata tacitamente rinnovata.

Con tale metodo, il valore della produzione è determinato con i ricavi e i costi al loro valore fiscale, ossia, in ammontare pari a quello rilevante secondo la normativa delle imposte sui redditi.

Anche in questo caso non sono deducibili ai fini IRAP:

  • I costi del personale;
  • Le svalutazioni delle immobilizzazioni, crediti compresi nell’attivo circolante e delle disponibilità liquide;
  • Gli accantonamenti per rischi;
  • Gli altri accantonamenti;
  • Compensi dei collaboratori a progetto, occasionali e degli amministratori;
  • Gli utili spettanti agli associati in partecipazione;
  • Le perdite su crediti;
  • Quota di interessi dei canoni leasing.

Metodo retributivo

Quest’ultimo metodo è utilizzato per gli enti non commerciali per la loro attività istituzionale e le Amministrazioni pubbliche.

In linea generale, la determinazione della base imponibile, avviene, sommando:

  • Le retribuzioni del personale dipendente, secondo il criterio di competenza/cassa;
  • Redditi assimilabili a quelli di lavoro dipendente;
  • Compensi per prestazioni di lavoro autonomo occasionale.

L’articolo rappresenta l’esposizione di fatto della norma aggiornata agli ultimi giorni, non riguarda attività di consulenza specifica che resta appannaggio di specifico incarico a seguito del previsto riconoscimento della clientela.

Tenuto conto del contrasto alla diffusione delle pandemie, per ogni quesito specifico, ulteriori info generiche od approfondimento potete utilizzare il form sotto.